Le terre delle Valli dei Cavalieri si estendevano tra i due versanti del corso dell’Enza ed erano forse così chiamate perché dominio dei lucchesi Cavalieri di Altopascio insediatisi nel XII sec. nella Abbazia ed Ospizio dei Linari situata nel versante toscano del Passo del Lagastrello.
Il territorio dell’attuale Comune di Ramiseto è stato disputato in varie epoche tra l’autorità di Reggio e di Parma; è stato a lungo dominio dei Terzi e poi dei Vallisneri per diventare comune autonomo nel 1859.
Nel capoluogo è interessante una costruzione con un bel portale ed una finestrella con architrave recante il millesimo “1495”.
Il borgo di Cecciola, oggetto di restauri recenti, ha un impianto significativo per i diversi sottopassi ad arco colleganti vicoli acciottolati con portali (uno datato 1592), finestrelle e tabernacoli variamente incisi. La tipologia degli edifici rappresentano la casa montanara tipica e numerose sono le “maestà” marmoree forse opera di scalpellini carraresi rifugiatisi qui che avrebbero poi tramandato l’arte ai successori.
A Gazzolo diverse case a torre, a Miscoso è notevole il portale della chiesa, a Nigone i resti di un antico castello, a Pieve San Vincenzo, che per un breve periodo diede il nome al comune, è stata ricostruita, in falso stile, la chiesa romanica tradizionalmente attribuita a Matilde di Canossa.
Altri borghi interessanti sono Cereggio, Succiso, Montemiscoso e diversi mulini tra cui quello di Campogrande, presso Nigone, ritenuto il più grande della montagna reggiana poiché operava con sette macine idrauliche.
Bellissime escursioni all’Alpe di Succiso oltre i 2000 metri, con appoggio al Rifugio Rio Pascolo, al Monte Acuto con appoggio al Rifugio Città di Sarzana (ambedue i rifugi sono stati recentemente rifatti), al Monte Ventasso col Lago Calamone.
Al Ventasso è attiva una stazione invernale attrezzata.
Testi gentilmente forniti dall’Ufficio Stampa della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano