Terra di passo e di collegamento tra l’Emilia e la Toscana, Collagna appare nominata per la prima volta nel 1153. Al passo dell’Ospedalaccio e delle Cento Croci sono emerse testimonianze di ricoveri per viandanti. Ruderi ormai coperti di erbacce e piante attestano la presenza dell’abitato di Nasseta sulla sponda destra del Secchia, fiorente tra il 1000 e il 1500.
Dominio per molti secoli dei Vallisneri, fu costituita in comune nel 1860.
Gravemente danneggiato dal terremoto del 1920 il capoluogo conserva ben poco dell’originario impianto medievale.
Più interessanti i borghi circostanti: Cerreto Alpi col borgo storico e il Mulino ora Centro Visita del Parco del Gigante, la stazione turistica invernale ed estiva di Cerreto Laghi con il Lago Pranda di origine glaciale, la Gabellina, sulla SS. 63, dove si progetta il recupero della Locanda che vide la presenza di Cesare Zavattini giovanetto in quanto la sua famiglia la gestì per alcuni anni, Acquabona circondata da castagneti e feudo nel seicento di quel Conte Paolo Brusantini motteggiato dal Tassoni nella “Secchia rapita” come “conte di Culagna”, Valbona su cui svetta ancora la torre della chiesa stranamente sopravvissuta al terremoto del 1920.
Centro turistico di primaria importanza il territorio di Collagna è tra i più ricchi di emergenze naturalistiche rappresentate da importanti gruppi montuosi sui 2000 metri (La Nuda, Casarola) e vallate di straordinaria bellezza (Fonti di Secchia, Riarbero, gli Schiocchi).
La pratica degli sport, estivi ed invernali, collegati alle caratteristiche del territorio montano è ulteriormente ampliata dalla presenza, a Cerreto Laghi, di un Palazzetto del Ghiaccio che serve un ampio bacino di utenza in area toscana ed emiliana.
Testi gentilmente forniti dall’Ufficio Stampa della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano