Nel 1990, in seguito a referendum popolare, quello che si chiamava “Comune di Ciano d’Enza” è diventato “Comune di Canossa”, in omaggio alla più importante emergenza storico architettonica del territorio: il Castello di Canossa.
Posto sul “ciglio rialzato del fiume Enza” (da cui l’antico nome “Cilianum” del capoluogo) ha condiviso nel medioevo e fino alla metà del XV sec. le sorti della casata matildica, per entrare poi in possesso, successivamente, degli Este, dei Visconti, dei Farnese.
Essendo posto al margine di un torrente dal corso mutevole e al confine tra le province di Parma e Reggio, per qualche periodo è stato aggregato al territorio parmense ed ha assunto l’attuale configurazione territoriale solo tra il 1943 e il 1950.
Il capoluogo è a 219 m. s.l.m. e conserva una Chiesa del XVII sec. Con una tela attribuita a Guido Reni.
Il Castello di Canossa è il punto focale dell’interesse turistico del comune.
Recenti studi hanno permesso di capire che quanto si può ancora vedere e visitare del Castello è solo una piccola parte di quello che Enrico IV dovette vedere nei tre giorni di penitenza all’adiaccio antecedenti il 28 gennaio 1077, quando finalmente fu ricevuto da Papa Gregorio VII, per l’intercessione di Matilde di Canossa, ed assolto dalla scomunica.
Nel Castello è attivo il Museo Nazionale “N. Campanini” (attualmente - estate 2000 - in fase di restauri) con interessanti reperti di epoca matildica e non solo.
Sui colli di origine vulcanica emergenti nei pressi del Castello di Canossa sorgono anche il Castello di Rossena ben conservato e di grande interesse e da poco sede di un ostello per piccoli gruppi che desiderino provare l’emozione di uno o più pernottamenti in un castello medievale a costi accettabili.
Su di un altro colle sorge la Torre di Rossenella, interessante esempio di struttura prettamente difensiva inserita in un sistema complesso ed articolato al servizio del Castello di Canossa. Ai piedi del colle c’è l’oasi naturalistica di Campotrera.
Il territorio comunale è cosparso di borghi di grande interesse: Votigno ristrutturato e sede di un centro di cultura tibetana, Ceredolo dei Coppi, Rossena, Vedriano, Roncaglio, Monchio delle Olle in cui, in località Selvapiana, si trova il Tempietto del Petrarca eretto nell’ottocento per ricordare il soggiorno del poeta toscano in zona nel 1341, Compiano, Riverzana, Crogiolo. Case a torre, antichi mulini, piccole antiche chiese, case in pietra nei nuclei antichi, richiamano l’attenzione dei turisti intelligenti.
Testi gentilmente forniti dall’Ufficio Stampa della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano