Il nome del comune si fa risalire ai "Busii" che abitavano il territorio in epoca di conquista romana (da cui deriverebbe il patronimico Bucci ancora oggi molto diffuso in questa zona).
Notizie attestate di una "Cappella de Busiana" compaiono nel 1070 in un elenco di beni affidati al Marchese Bonifacio di Canossa dalla Chiesa di Reggio.
I Canossa fecero costruire un Castello (di cui resta solo la memoria) a dominio della Valle del Secchia, Castello di cui si impadronirono i Conti Dalli poco dopo il 1200 provenendo dalla Garfagnana.
La proprietà dei Dalli fu legittimata soltanto nel 1442 dal Duca di Modena Lionello d’Este e continuò fino al 1577.
Successivamente il territorio di Busana fu feudo del Marchese Galeazzo Gualenghi di Ferrara e poi dei Marchesi Zambeccari Zanchini di Bologna fino al periodo napoleonico.
Dopo il 1815 ridivenne Comune autonomo, con giurisdizione anche sul collagnese e su parte del ramisetano, fino al 1859.
Colpito duramente dal terremoto del 1920 il capoluogo, situato a 850 m. s.l.m., ha perduto in quella occasione le ultime vestigia del Castello, sui cui ruderi è stata costruita nel 1932 la Chiesa di S.Venanzio.
Anche il Fortino della Sparavalle, fatto costruire da Francesco IV a presidio della nuova strada del Cerreto (1828/1843) è ormai ridotto ad un rudere.
Busana conserva una interessante serie di mulini, attivi fino a qualche decennio fa, di cui si possono ricordare il Mulino Casanova (sulla strada per Ligonchio poco prima del Ponte sul Secchia), il Mulino del Chioso, il Mulino del Gorgone e il Mulino Mezzichello (tutti a Cervarezza), il Mulino del Rosto a Talada.
Si tratta di testimonianze della raccolta e lavorazione delle castagne in un territorio che conserva ancora bellissimi castagneti.
E’ ancora attiva la lavorazione del sughero per la produzione di tappi da bottiglia con la materia prima importata dalla Sardegna.
Tra le borgate interessanti, oltre a Cervarezza centro termale e turistico rinomato, occorre ricordare Nismozza (Corte Manenti), Frassinedolo, Talada.
A Busana ha la sede operativa il Parco Regionale del Gigante, che interessa tutto il crinale reggiano.
Da ricordare ancora il Parco Flora di Cervarezza con le vicine Fonti termali di S. Lucia e l’Oratorio di S. Maria Maddalena, sulle pendici del Ventasso a 1500 metri di altitudine, che fu probabilmente un antico eremitaggio di donne e che è meta di un tradizionale pellegrinaggio alla fine del mese di luglio.
Testi gentilmente forniti dall’Ufficio Stampa della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano